Bagno di Romagna, in breve
Bagno di Romagna (Bagn in romagnolo) è un comune italiano di 5 562 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna, storicamente compreso nell'area geografica della Romagna toscana. Il municipio non si trova nella località che porta il nome del comune ma nell'adiacente San Piero in Bagno. Noto per le sorgenti termali è situato nell'Appennino tosco-romagnolo e fa parte del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
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Le prime tracce di insediamenti umani risalgono all'età del bronzo, come mostrano i ritrovamenti di monili e reperti nelle frazioni limitrofe di Rio Salso, San Silvestro e Selvapiana. Già abitato dagli Umbri, i Romani vi fondarono Oppidum Balnei, così chiamato per le acque termali. Le terme sono citate in un epigramma (IX 58) dal poeta della corte imperiale Marziale. Il paese era un luogo di sosta nei transiti tra Roma e Ravenna. Dopo la caduta dell'Impero, il centro abitato venne distrutto dai Goti nel 540. I primi secoli dell'Alto Medioevo vedono la mancanza di documentazione storica. Nel IX secolo, è documentata la presenza di una pieve dedicata a santa Maria e l'autorizzazione per fondazione di un monastero benedettino nelle vicinanze.
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I centri storici di Bagno di Romagna e di San Piero in Bagno insieme al rilievo montuoso di Corzano sono sottoposti a vincolo di tutela paesaggistica per Decreto Ministeriale del 1996. Basilica di Santa Maria Assunta Si affaccia sulla piazza principale. L'impianto attuale risale al Rinascimento. Lo storico camaldolese Fortunio ne fa risalire la fondazione all'anno 860. Il campanile è alto 39 metri. Il portale di Santa Maria, inserito su un precedente portale con arco a tutto sesto, mostra alla sua destra lo stemma dei Camaldolesi che furono ininterrottamente presenti dal 1299 al 1808. All'interno il fonte battesimale risale al Mille; nelle sette cappelle sono conservate: il corporale del miracolo eucaristico avvenuto nel 1412; un trittico di Neri di Bicci (1467);
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Oltre alle attività industriali e artigianali (metalmeccanica, carpenteria, meccatronica per automotive), è rilevante il turismo termale, paesaggistico, escursionistico ed eno-gastronomico, che fonde la tradizione romagnola con quella toscana: primizie da agricoltura biologica (formaggi), selvaggina (cinghiale, cervo, daino, lepre, capriolo), tartufi e funghi.
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Il comune si trova a un'altitudine compresa tra i 339 e 1500 m s.l.m., a 49 km da Cesena e si sviluppa lungo la vallata del fiume Savio e in parte lungo la vallata del fiume Bidente fino a raggiungere la dorsale appenninica confinante con la regione Toscana. Dista 66 km da Arezzo.
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