Meldola, in breve
Mèldola (Mèdla o Médla in romagnolo) è un comune italiano di 10 043 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Comune di storica tradizione nella sericoltura, il nucleo urbano, con origini documentate fin dall’XI secolo, è sorto attorno alla Rocca, che ha segnato il ruolo strategico della città nelle lotte tra le principali famiglie e signorie tra cui gli Ordelaffi, i Malatesta e gli Aldobrandini.
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Tracce e ritrovamenti indicano che il territorio è stato frequentato e abitato fin dalla preistoria. Un probabile abitato dell'età del bronzo recente è venuto alla luce nel corso di scavi archeologici del 2007/2008. Durante l'epoca romana il territorio in cui sorse poi Meldola fu attraversato da un acquedotto, ancora esistente nel sottosuolo dell'abitato. Resti di ville rustiche tardo romane sono attestati nella zona di Ca Gaiani e in altri punti del territorio. Nel V-VI secolo vi fu costruita una grande villa fortificata di epoca teodoriciana, con ambienti decorati da mosaici policromi, sepolta da una frana dopo essere stata distrutta da un incendio e sulla quale sorge parte del centro storico.
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Risalente al 1180, la chiesa collegiata di San Nicolò è la più importante delle chiese cittadine custodisce l'immagine sacra della Beata Vergine del Popolo, patrona della città. Chiesa di San Francesco con annesso convento francescano. Chiesa di San Cosimo o dei Santi Cosimo e Damiano o del Suffragio; è la più valida dal punto di vista storico artistico della città. All'interno si trovano le opere d'arte che appartenevano alla chiesa del convento di San Domenico: l'organo, i confessionali, il coro e un Crocifisso ligneo. Oratorio delle stimmate di San Francesco. Chiesa di San Colombano, nell'omonima frazione. Risalente al 1700 vi è conservato il cilicio di San Colombano (reliquia). Chiesa di San Ruffillo in Vitignano. Pieve delle Caminate.
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Le campagne del meldolese iniziano a essere indagate dal punto di vista etnomusicologico durante l'Ottocento e poi nel Novecento; il territorio rivela una ricchezza culturale popolare degna di nota, specialmente per i canti (stornelle) e per le tipologie strumentali. Museo di Ecologia nella Chiesa sconsacrata della Madonna del Sasso Museo del baco da seta, in via Roma, dedicato al filandiere meldolese Ciro Ronchi. Descrive l'allevamento del baco da seta attività molto diffusa per circa tre secoli, rendendo famosa Meldola, nell'Ottocento, come uno dei centri italiani più importanti per la produzione della seta greggia, tanto che ne esiste una varietà col nome della città.
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Nel territorio è sviluppata l'agricoltura con produzione di frutta, vino, uova, barbabietola. Consistenti anche l'artigianato e la piccola-media industria, specialmente nel settore dell'arredamento e della lavorazione dei metalli.
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Sorge su terrazzamenti fluviali all'imbocco della valle del fiume Ronco-Bidente. Il territorio si presenta variabile dalla pianura alla collina argillosa alle valli con alcune zone di calanchi. Alcune zone sono caratterizzate dal cosiddetto spungone (calcarenite organogena), mentre nella valle del Voltre di trovano gessi solfiferi. A Castelnuovo e Montevescovo si trovano isole di formazione marnoso-arenacea.
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